Unione Pescatori del Trentino

L'Unione

L’Unione dei Pescatori del Trentino è nata nel 2000 con i seguenti scopi statutari:

Le associazioni aderenti all’Unione

Associazione Pescatori Dilettanti della Val di Fiemme
Associazione Pescatori Dilettanti Valle di Tesino
Associazione Pescatori Dilettanti di Scurelle email: apdscurelle@gmail.com
Associazione Pescatori del Fersina e Alto Brenta
Associazione Pescatori Dilettanti del Vanoi
Associazione Pescatori Dilettanti Primiero
Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina email: info@apdv.org

intendono portare avanti i principi contenuti all'interno dell’ormai decennale documento generale, la Carta ittica, tuttora in vigore, e, nel contempo, proporre alcune fondamentali linee d’azione per il prossimo futuro in occasione dell’aggiornamento dei piani di gestione della pesca da parte della Provincia autonoma di Trento entro l’anno 2011.

Come è noto, le nostre associazioni sono formalmente titolari della concessione dei diritti di pesca provinciali sui rispettivi territori di competenza oppure amministrano, in forma di affittuari, affidatari o appaltatori, diritti storici esclusivi di pesca riconosciuti dalla Provincia alle comunità locali. Da sempre, sulla scorta dei principi, tuttora attualissimi, della legge provinciale sulla pesca, in qualità di acquicoltori gestiamo il patrimonio ittico pubblico nell’interesse dei pescatori nostri associati e dell’intera collettività, garantendone la conservazione nel tempo, il miglioramento e il ripristino tramite le attività di ripopolamento ittico e riqualificazione degli ambienti acquatici, l’uso sostenibile attraverso la pesca dilettantistica e la valorizzazione ai fini sociali e turistici.

Oggi, dopo oltre trent’anni di applicazione della legge provinciale sulla pesca, e pur con la necessità di alcuni adeguamenti funzionali, possiamo ben dire di continuare a condividere fortemente, nella sostanza, l’impostazione normativa della legge del 1978, che attribuisce alla Provincia un ruolo di indirizzo tecnico tramite la Carta ittica (condiviso con le associazioni mediante il Comitato provinciale della pesca) e di sostegno finanziario della gestione ittica, investendo le associazioni territoriali dei pescatori di una funzione sussidiaria di gestione diretta e, appunto, di acquicoltura diffusa delle acque pubbliche.